PROGETTO PER IL TRATTAMENTO DELLA SPASTICITÀ

La spasticità rappresenta una frequente e complessa situazione clinico funzionale, derivante da patologie neurologiche ad elevata incidenza, quali lo stroke, i traumi cranici, le paralisi cerebrali infantili, la sclerosi multipla, le malattie neurodegenerative.
La importante disabilità conseguente alla spasticità e correlati disordini del movimento è di grande rilevanza nel condizionare qualità di vita del paziente, necessità di assistenza continuativa e qualificata da parte del nucleo sociale di appartenenza, limitazioni nella partecipazione alla vita sociale e lavorativa di persone spesso colpite in giovane età.
La possibilità di migliorare la situazione funzionale di questi pazienti è profondamente cambiata, in rapporto al miglioramento dell' organizzazione dell' assistenza medica nella fase acuta di insorgenza della disabililità, e per la capacità di presa in carico riabilitativa globale di lungo periodo da parte del sistema sanitario.
L'evoluzione tecnologica della diagnostica strumentale (sistemi di analisi del movimento), dei medical devices per la terapia (pompe per la somministrazione di baclofen intratecale, stimolatori per stimolazione cerebrale profonda), nuovi approcci di terapia farmacologica (in particolare la tossina botulinica), hanno aperto nuove prospettive di significativa positiva modificabilità del quadro funzionale in un numero crescente di condizioni di disabilità.
Unitamente a queste, la selettiva, appropriata, pianificata effettuazione di procedure chirurgiche ha consentito di ampliare ancor più le possibilità di opzioni terapeutiche per la riabilitazione.Si è creata, di fatto, la necessità di un approccio transdisciplinare che ottimizza le sinergie operative fra fisiatri, neurologi, neurochirughi, ortopedici, bioingegneri nel comune interesse per il paziente, nella sua globalità, al centro dell'attenzione del team che se ne fa carico.
Dalla complessità delle problematiche sanitarie da affrontare , delle procedure diagnostiche e terapeutiche da porre via via in atto, delle situazioni socio-assistenziali correlate, deriva una necessità di gestione manageriale che , per una razionale e qualificata allocazione delle risorse economiche , svolga al meglio il suo ruolo cruciale.
L'obiettivo della chirurgia funzionale per il trattamento della spasticità è quello di ripristinare l'equilibrio tra muscoli agonisti e antagonisti, per migliorare la postura ed il recupero della funzione degli arti trattati. Viene eseguita in pazienti con un diagnosi funzionale di disabilità dovuti a spasticità focale ed iperattività muscolare selettiva. Si esegue solitamente dopo il fallimento di altre terapie ed implica un blocco neuromusculare permanente. Differentemente da quanto riportato da Y. Lazorthes e altri. (2002), durante questa procedura solo le fibre motorie vengono parzialmente sacrificate mentre le fibre sensitive sono preservate. Questa rispetto dei nervi sensitivi, permette di evitare il rischio di dell’insorgenza del dolore neurogenico.

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